Pubblicato il 6 maggio 2016 in Osteopatia

Trattamento osteopatico della tuba di eustachio come alternativa ai protocolli usuali

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La tuba di Eustacchio è una regione anatomica dell’orecchio che mette in relazione l’orecchio medio con il rinofaringe. Nell’adulto la lunghezza è di circa 3,5 cm,è costituita da una porzione ossea laterale, che nasce dalla parete anteriore della cavità timpanica, e da una porzione mediale, fibrocartilaginea, che si inserisce nel rinofaringe. La tuba si apre posteriormente e leggermente inferiormente rispetto alla conca nasale inferiore (Turbinato)

Il  suo canale è rivestito dallo stesso tessuto che forma le vie respiratorie, quindi la sua pulizia e funzionalità è mantenuta dalle cellule ciliate che contribuiscono ad una buona clearance muco-ciliare.

Il muscolo tensore del velo palatino partecipa attivamente all’apertura dell’orifizio nasofaringeo della tuba.

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Il sangue arriva a nutrire la tuba grazie all’arteria faringea ascendente e alla meningea media mentre il plesso faringeo e pterigoideo sono le vie venose di scarico di questa struttura. L’innervazione è a carico del nervo mascellare , con il suo ramo faringeo e del nervo spinoso che deriva invece dal  nervo mandibolare (mascellare e mandibolare sono a loro volta due branche del Trigemino – V n.c.). Inoltre il nervo Glosso-Faringeo (IX n.c.) costituisce il plesso timpanico che va verso al porzione ossea della Tuba di Eustachio.

Le funzioni fisiologiche delle tube  sono:

  • permettono il corretto ricambio di aria (compensazione della pressione tra il mondo esterno e l’orecchio medio)
  • permettono il corretto deflusso del muco, normalmente presente sulle mucose della tuba
  • evitano il passaggio di agenti patogeni dalla faringe all’orecchio medio 8la faringe è uno dei principali veicoli di germi, in quanto passaggio di cibo e aria)
  • impediscono ai normali rumori corporei (quali respiro, voce, battito cardiaco, movimenti articolari, deglutizione, ecc.) di andare a battere direttamente sul timpano.

La tuba di Eustachio può andare in disfunzione quando non si apre sufficientemente; questo crea una differenza pressoria tra l’aria che c’è all’interno e all’esterno dell’orecchio medio; la pressione dell’aria sul lato esterno del timpano diventa maggiore rispetto alla pressione interna. Questo meccanismo spinge il timpano verso l’interno, lo costringe  a stare teso e non gli permette di vibrare come dovrebbe quando viene colpito dalle onde sonore.

Tale disfunzione, che causa dolore e abbassamento dell’udito, potrebbe nel tempo causare parotite, otite media, acufeni e vertigini.

I sintomi

  • Orecchio ovattato (è il sintomo più frequente)
  • Sensazione di pienezza nelle orecchie
  • Tinnito (sensazione di ronzio nelle orecchie)
  • Senso di Vertigine
  • Acufeni

Il dolore può esserci o meno,non è un sintomo sempre presente nelle fasi iniziali o in forme lievi.

Quali sono le cause che possono condurre ad un mal funzionamento della tuba di Eustachio?

  • Infezioni delle alte vie respiratorie
  • Rapidi cambiamenti di altitudine (ad esempio durante una discesa aerea o subacquea)
  • Tumori del rinofaringe
  • Ipertrofia delle adenoidi
  • Allergie respiratorie (riniti allergiche,raffreddore da fieno…)
  • Tutte le condizioni che conducono alla restrizione della tuba di Eustachio stessa

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Perché i bambini sono maggiormente a rischio di ammarlasi di Otite media?

Oltre all’esposizione virale e batterica data dalla frequentazione di asili e scuole, che spesso avviene ancor prima che le difese immunitarie del bambino siano del tutto formate (soprattutto per l’asilo nido) , c’è anche una predisposizione anatomica che porta i più piccoli ad avere problema-tiche all’orecchio e ad ammalarsi di otite.

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Infatti se guardiamo l’immagine qui sopra , ci rendiamo conto che mentre nell’adulto la tuba è  più obliqua dall’esterno-alto  all’interno-basso,  nel bambino invece è più orizzontale. Tale orizzontalità predispone ad un peggior drenaggio e quindi una minore pulizia (accumulo di muco)  della tuba stessa.

Principali differenze tra adulti e bambini

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Tipi di trattamento attualmente usati

Nella gestione comune delle problematiche della Tuba di eustachio è frequente che venga preso in considerazione il sintomo più che la causa…i protocolli standardizzati che la medicina usa ci hanno portato a questo

Facciamo un esempio:

l’otite media suppurativa è tradizionalmente trattata con antibiotici (la guida pediatrica raccomanda l’uso di antibiotici per 48 a 72 ore se il paziente è in uno stato febbrile o di età inferiore ai 2 mesi).

Però l’uso di antibiotici è usato anche per curare pazienti in cui la causa è da ricercare nella struttura (rivedere immagine precedente della conformazione della tuba nel bambino e la tabella delle differenze tra adulto a bambino) piuttosto che nell’infezione (otite media sierosa) che è secondaria.

Altro caso di errore nel prescrivere l’antibiotico è quando siamo di fronte ad una forma  virale piuttosto che batterica …. l’antibiotico non serve per i virus,bensì solo per i batteri. Purtroppo molti genitori che danno il farmaco antibiotico a proprio figlio non sono al corrente di questa “abitudine” che è diventata quasi comune ma assolutamente sbagliata.

Quindi le domande da farsi sono:

  • Otite purulenta primaria (casata da agente patogeno) o secondaria (dovuta a causa meccanica-anatomica)?
  • Causa virale o batterica?
  • Antibiotico o non antibiotico?

NB: Sebbene antistaminici, decongestionanti, vasocostrittori vengano spesso somministrati per dolore, febbre o perdita dell’udito, non esiste alcuna prova dell’efficacia di queste modalità di trattamento.

tuba di eustachio 5In caso ci sia già la presenza di acufene, oltre ai rimedi sopra riportati, può essere inoltre prescritto:

  • antidepressivi
  • ansiolitici
  • biofeeback
  • terapia cognitiva
  • apparecchi acustici
  • il trattamento delle disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare (a volte anche con byte)

Ma anche in questo caso, si agisce sul sintomo (acufene) e non sul cattivo funzionamento della struttura anatomica che lo sta causando.

Le vertigini  possono  essere trattate con antibiotici, antistaminici, meclizine, e steroidi. Anche qui siamo sull’effetto (vertigine) e non sulla causa.

L’approccio osteopatico: i cosa sonsiste e come agisce

tuba di eustachioL’intervento dell’osteopata mira a ristabilire la funzionalità della Tuba di Eustachio e delle strutture ad essa collegate.

La tecnica modificata di Muncie è una modalità di rilasciamento mio- fasciale applicata all’interno della bocca. Gli stessi principi che in osteopatia si usano in strutture più periferiche o più comunemente conosciute , possono essere applicate alle problematiche dell’apparato Otorinolaringoiatrico purché  si riesca a creare delle “manovre” che lo permettano.

La tecnica che esponiamo qui di seguito è stata “inventata” da Millicent King Channel, DO ed è una tecnica manipolativa  con presa intrabucale che si pone l’obiettivo di creare un release delle strutture fasciali che interessano la Tuba di Eustachio per favorirne la mobilità e di quindi il funzionamento.

Di seguito una breve descrizione della tecnica:

POSIZIONAMENTO PAZIENTE

Paziente in posizione supina (è possibile effettuarla anche con paziente seduto ma si preferisce di solito scegliere posizioni che garantiscano una maggiore stabilità e rilassamento)

ESECUZIONE

Dopo aver messo il guanto si inserisce l’indice  della mano destra  (se si tratta la tuba di destra, altrimenti il contrario) nella bocca del paziente posizionandolo contro il pilastro posteriore della tonsilla palatina (vedi figura). Quindi il dito dev’essere posizionato oltre le tonsille palatine.

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Si applica una pressione in senso laterale (verso il fuori) e contemporaneamente si effettua un movimento circolare sui tessuti molli. La forza applicata mira a decomprimere le tensioni, le “aderenze” della tuba di Eustachio, che si apre superiormente in direzione delle tonsille e del palato molle. Infatti lo stiramento esercitato mira a favorisce l’apertura della tuba la quale è posizionata superiormente alla zona di azione.

Questa tecnica aiuta a normalizzare la pressione su entrambi i lati della membrana timpanica, e nel contempo permette un drenaggio dei fluidi. Può essere ripetuta  più volte.


Bibliografia e Siti Internet di riferimento

 JAOA – The Journal of the American Osteopathic Association • May 2008 • Vol. 108 • No 5 • 260-263

 Tuttosteopatia .it



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