Pubblicato il 6 maggio 2016 in Osteopatia

Problematiche meccaniche e rachidee e trattamento manuale

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Implicazioni meccaniche

Analizziamo come delle condizioni alterate a livello osteo-articolare e muscolare, possano creare delle ripercussioni a livello nervoso e innescare meccanismi di facilitazione che porteranno dolori o limitazioni al paziente.

Una volta usciti dal midollo spinale, tramite il canale di coniugazione,i nervi scorrono attraverso i muscoli scheletrici e la componente connettivale. Questo fa si che i nervi siano sottoposti ad importanti influenze meccaniche e chimiche date dai muscoli stessi e dalla loro condizione. Le forze contrattili dei muscoli scheletrici e le alterazioni chimiche che vi si accompagnano creano considerevoli influenze sul metabolismo e l’eccitabilità dei neuroni.

Se pensiamo che circa il 99% dell’informazione sensoriale del corpo arriva nel midollo spinale, dove viene elaborata, interpretata e dove si originano le risposte a tale afferenza ,diventa importante considerare la presenza di tali condizioni (tra l’altro molto frequenti).

Anche la comunicazione tra il cervello e l’esterno è processata dal midollo spinale, infatti, i comandi dei centri maggiori, prima di procedere verso la periferia tramite le vie efferenti,ricevono la loro interpretazione finale a livello midollare.

Dobbiamo inoltre considerare la dura madre meningea che avvolge le radici nervose continuandosi nei fori di coniugazione e che permette ai nervi di scivolare,durante i movimenti del rachide, senza subire attriti. Se la componente meningea è “retratta”, “indurita”, e non riesce a svolgere questa funzione in pieno , le radici spinali e i nervi possono subire degli stress.

E’ ormai noto come basti una pressione localizzata, una deformazione meccanica anche leggera (soprattutto se protratta per lungo tempo), un ipertono muscolare con iper-produzione di sostanze chimiche rilasciate nei tessuti, per disturbare l’eccitabilità e la conduttività dei nervi  che passano per il forame di coniugazione e tra i vari muscoli e fasce.

Le arterie a loro volta passano negli stessi forami da cui esce la radice spinale, e uno stress meccanico può condurre ad una lieve compressione con conseguente rischio di flusso turbolento e problemi emodinamici correlati.

Esercitare un “drenaggio” e riuscire a cambiare la condizione di stasi e congestione dell’area interessata , significa permettere ai vasi che passano attraverso il forame di coniugazione di non provocare un rallentamento del flusso venoso e di non arrivare ad una influenza sulla conducibilità nervosa.

Stress meccanici gangli della radice dorsale

Una certa vulnerabilità agli stress meccanici che conducono a problematiche vascolari si riscontra nei gangli della radice dorsale.  Le arterie radicolari che forniscono la vascolarizzazione, hanno un’angolazione molto acuta e ciò fa si che basti una lieve compressione per creare fenomeni ischemici. Tali ischemie localizzate, condurranno a una perdita progressiva dell’afferenza sensoriale (dato che questa coinvolge proprio i gangli della radice dorsale), e quindi effetti negativi sulla conduzione nervosa.

I gangli simpatici sono fermamente adesi alla colonna vertebrale, al di sotto del peritoneo parietale e della pleura ed in stretta vicinanza delle articolazioni costo-vertebrali. Per questo sono soggetti ad importanti tensioni, e stress meccanici provocati da tali strutture, che possono avere un’influenza notevole sulla fisiologia delle cellule nervose.

Ma quali sono gli effetti in relazione al sistema nervoso segmentale?

Le condizioni che si possono instaurare sono di edema, congestione, compressione,ischemia e queste possono condurre a:

Aumento dell’eccitabilità neurale nel punto di alterazione meccanica

molti studi e ricerche cliniche hanno dimostrato che una minima deformazione del tronco nervoso può far si che quel punto diventi attivo spontaneamente, ancor di più se vi sono oltre che alterazioni meccaniche, anche alterazioni chimiche dovute all’attività muscolare.

NB:gli impulsi in tali zone procedono in entrambi i sensi, sia verso il midollo che verso la periferia (in una condizione normale gli impulsi o provengono dalla periferia e vanno verso il midollo o il contrario).
Quindi arriveremo ad una condizione in cui degli impulsi non generati dal midollo, arrivano agli effettori periferici e viceversa degli stimoli che non originano dagli effettori periferici arrivano al midollo.

Sovrannumero di impulsi

Un normale impulso proveniente da un recettore periferico o da un neurone motorio passando nella zona dove c’è il problema meccanico-chimico,scatena una serie di impulsi anormali che portano poi ad uno sbarramento totale.
Se la frequenza di impulsi neurologici da e verso la periferia aumenta avremo anche un’alterata contrazione del muscolo e della vasomotricità.

Coss- talk, la “conversazione incrociata”

In condizioni normali, le fibre nervose di una radice spinale sono ben isolate e quindi non hanno relazioni e scambi con le strutture vicine presenti all’interno della stessa radice o dello stesso nervo. Nel momento in cui gli stress meccanici e/o chimici hanno aumentato l’eccitabilità degli assoni, si può verificare che tra questi si crei quella che viene definita conversazione incrociata.

In tale situazione: un qualsiasi impulso efferente verso un muscolo, può creare ulteriori impulsi in altre fibre simpatiche o dolorifiche, tramite un passaggio di stimoli da una fibra all’altra, dando vita a stimoli dolorosi o messaggi neurologici alterati e non richiesti in quel momento.

Inoltre i tessuti innervati dai neuroni disturbati, divengono a loro volta fonti di ritorno afferenziale, creando appunto delle afferenze verso il midollo spinale. Si crea un meccanismo di feedback progressivo che si “autoalimenta” in maniera ciclica.

QUINDI

leggere forze prodotte da alterazioni tissutali a livello dei forami di coniugazione o a livello periferico dai muscoli e tessuti connettivi portano a stress meccanici e chimici che possono innescare i meccanismi visti sopra.

Quando un tessuto e’ disturbato, sia esso un muscolo,un osso, un tendine, un legamento, le tensioni sono trasmesse al midollo spinale creando alterazioni delle normali attivita’ di comunicazione fra midollo e periferia.

A questo corrispondono dei segnali che interessano il segmento o i segmenti spinali interessati che si manifestano con alterazioni:  

  • Nella condizione muscolare (iper o ipo tono)
  • Nella strutura tissutale (iper o ipo densita’)
  • Nella funzione viscerale
  • Nella componente circolatoria e secretoria

Questi sono i segnali che ci faranno formulare una buona valutazione ed anamnesi,e che ci guideranno nell’approccio al paziente “al di la di quella che e’ la sua esposizone orale della problematica.”

Importanza ed effetti del trattamento manuale

Le manovre di manipolazione usate in osteopatia e medicina o terapia manuale, attraverso lo spostamento meccanico dei fluidi, che spesso sono in accumulo nelle zone di trauma o malattia, riescono a stimolare la rimozione di sostanze tossiche, con effetti neurovascolari e neuromuscolari che produrranno cambiamenti a livello metabolico, biochimico e circolatorio. Le manovre vettoriali sono dirette a zone precise di alterazione, disfunzione,di trauma o malattia. Nonostante ciò la risposta del corpo sarà totale dato che l’organismo è un tutt’uno e gli stimoli dati in una determinata parte andranno a reinformare il sistema nervoso a livello centrale, (via neurologica) e l’intera struttura tensegrile (via meccanica)

Leggi il nostro articolo sulla tensegrità!

Oltre a considerare l’aspetto fluidico e tessutale, diventa importante ricordare che nell’uscita dal canale rachideo, la radice spinale è avvolta ed accompagnata da tessuto connettivo di vario genere. Troviamo del grasso, che fa da cuscinetto e da sostegno e poi c’è la guaina di avvolgimento della radice nervosa che è formata da un prolungamento della dura madre che accompagna il nervo al di fuori del canale rachideo.

Disfunzioni articolari rachidee, portano ad una restrizione di mobilità della vertebra interessata che può creare un’irritazione meccanica sul nervo nella sua uscita dal foro intervertebrale. In base al livello della disfunzione vertebrale ci potrà quindi essere una situazione di problema radicolare che si trasferirà in periferia,in quello che è il territorio d’innervazione del nervo stesso (organi, muscoli, cute…)

Nella tabella a seguire vediamo i legami tra i vari livelli rachiedei e le strutture periferiche

Livello rachideo Zona d’innervazione Possibili sintomi legati alla disfunzione del livello.
C1 ghiandola pituitaria, ossa facciali, orecchie, cervello, sistema nervoso simpatico emicrania,insonnia, ipertensione, esaurimento nervoso, amnesia, stanchezza cronica, vertigini
C2 occhi, nervi ottici, nervi auditori, processi mastoidei sinusite, allergie, problemi alla vista, dolori alle orecchie, problemi al cuore
C3 denti e nervi facciali nevralgia, nevrite, acne, eczema
C4 naso, bocca, denti, tube di Eustachio catarro, sordità, adenoidi
C5 corde vocali, ghiandole del collo, faringe Laringite, mal di gola, raucedine

 

C6 tonsille, muscoli del collo e spalle tonsillite, dolori nella parte superiore del braccio, problemi muscolari al collo
C7 tiroide, spalle e gomiti malattie tiroidee, raffreddori, borsite
T1 braccia dal gomito in giù incluse le mani, polsi e dita, esofago e trachea dolori alle braccia e alle mani, asma, tosse, difficoltà di respirazione
T2 cuore, inclusi valvole ed arterie coronarie, polmoni, bronchi Problematiche cardiache
T3 polmoni, bronchi, pleura, petto, seno bronchite, pleurite, polmonite, congestione polmonare, influenza
T4 cistifellea problemi alla cistifellea
T5 fegato, plesso solare, sangue, esofago, stomaco problemi al fegato, pressione bassa, anemia, artrite
T6 stomaco problemi allo stomaco, acidità di stomaco
T7 pancreas, duodeno ulcera, gastrite
T8 milza bassa resistenza alle infezioni
T9 surrenali Allergie
T10 reni problemi ai reni, indurimento delle arterie, stanchezza cronica, nefrite
T11 reni, uretra acne, foruncoli
T12 intestino tenue, circolazione linfatica reumatismi, gas intestinali, sterilità
L1 intestino crasso, anelli inguinali stitichezza, colite, dissenteria, diarrea
L2 appendice, addome, gamba superiore crampi, acidosi, vene varicose
L3 organi sessuali, utero, vescica, ginocchio problemi alla vescica, problemi mestruali, aborti, impotenza, mal di schiena, incontinenza urinaria
L4 prostata, nervo sciatico mal di schiena, sciatica, problemi urinari
L5 caviglie, piedi Problemi di circolazione nelle gambe, caviglie gonfie, piedi freddi
Sacro glutei, pelvi, piedi, dita mal di schiena, paralisi e formicolii ai piedi
Coccige retto e ano emorroidi, prurito, dolore al termine della colonna


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