Pubblicato il 6 maggio 2016 in Osteopatia

Funzione visiva e postura

Funzione visiva e postura vs postura e funzione visiva: è nato prima l'uovo o la gallina?

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Numerosi studi effettuati hanno dimostrato il collegamento fra postura e funzione visiva, così come l’influenza reciproca che esiste fra modelli posturali e muscoli oculomotori.

Il legame neurologico che ci spiega come possano esserci relazioni cosi importanti e dirette  tra  occhi e postura generale del corpo ci è dato in primis dal fatto che il 20 % delle fibre provenienti dagli occhi non raggiungono direttamente la corteccia visiva del cervello ma partecipano ai meccanismi motori e posturali del corpo ( Duke – Elder).

“Se una postura scorretta viene mantenuta per periodi prolungati si hanno effetti sulla coordinazione binoculare”,  il rendimento accomodativo può diversificarsi fra i due occhi, si può andare in contro a forie,  si possono accentuare le anisometropie, degenera l’equilibrio del sistema visivo, con notevole eccesso di sforzo di quest’ultimo.

E ovviamente è vero anche il contrario e cioè che “se gli occhi non riescono a svolgere bene la loro funzione (per una patologia specifica dell’occhio stesso  o per una condizione disfunzionale  secondaria legata ad altri fattori), sarà anche l’equilibrio del corpo (sistema tonico-posturale) a risentirne in maniera diretta.”

NB: Tale relazione  è diventata negli ultimi anni fonte di attenzioni e studi , data l’importanza delle numerose afferenze visive. Del resto, nelle popolazioni con un alto livello di sviluppo, la vista è ormai da diversi decenni, il più stimolato dei 5 sensi  (purtroppo spesso  a discapito degli altri  che vengono messi in stand-by). La gran parte delle informazioni dal mondo esterno ci giungono tramite la vista ( o forse sarebbe meglio dire che siamo abituati- allenati a percepirle tramite la vista) e questo porta ad usare e sviluppare  molto questo senso. E’proprio per questo che un problema o una difficoltà, anche di piccola entità, legato alla funzione visiva non va sottovalutato.

Interferenze di una cattiva visione sulla postura: gli studi del passato

 Già a metà dello scorso secolo , si iniziò a formulare le prime teorie sulle interferenze tra occhi e postura globale del corpo. Un nome che merita di essere citato è quello del Dott. Harmon,  (ricercatore che propose la distanza di lettura ottimale che porta il suo nome)  che effettuò degli studi basati sulla teoria della dinamica della visione.  Nel 1958 riscontrò che i soggetti con problemi visivi si comportano nel seguente modo:

  • i miopi guidano con il mento
  • gli ipermetropi attaccano con la fronte
  • gli astigmatici inclinano la testa
  • gli anisometropi hanno la tendenza a ruotare la testa
  • gli esoforici tendono a ruotare le scapole verso l’interno
  • gli exoforici tendono a ruotare le scapole verso l’esterno

UNA CURSIOSITA’: A CHE DISTANZA DEVO FAR LEGGERE I LIBRI A  MIO FIGLIO?

DISTANZA DI HARMON: La distanza minima alla quale bisogna porre il libro o il quaderno non deve essere inferiore alla distanza che intercorre tra il gomito e la prima falange del dito medio del bambino.

Secondo il Dott. Harmond, se  si utilizza questa distanza per la lettura si ottiene un ottimale equilibrio tra accomodazione e convergenza e si riesce a mantenere una postura corretta della colonna e del capo. Distanze inferiori richiedono un maggiore sforzo accomodativo e una maggiore quantità di convergenza

Ad oggi  le teorie del Dott. Harmon andrebbero un po’ riviste, alla luce delle nuove conoscenze neurofisiologiche (di cui parleremo di seguito).

Sicuramente il suo contributo è stato importante e ci fa capire come quello del legame tra vista e postura corporea non è soltanto “la moda del momento” ma un tema dibattuto da medici e ricercatori da ormai più di mezzo secolo.

Le conoscenza odierne

I diversi sistemi sono tutti collegati e ogni nuova scoperta in campo anatomico e neuro-anatomico ci chiarisce passo a passo come quei collegamenti cosi “fantasiosi” di cui le medicine olistiche parlano “da sempre” , sono reali.

Nell’osteopatia si parla di connessioni fasciali/connettivali , neurologiche tra struttura scheletrica, visceri , sistema nervoso, linfatico ecc ecc…fino ad arrivare ad un concetto di tensegrità dove il tutto è collegato al tutto!!!  Questa è anatomia e fisiologia,  non fantascienza!! (“anatomia che aspettava di essere scoperta”)

In medicina cinese da sempre si parla dell’intestino e dei suoi legami con il cervello,con il Sistema nervoso centrale…oggi le ricerche sono riuscite a dimostrare la presenza di legami neurologici principali  tra queste parti( leggi anche l’articolo  “CERVELLO INTESTINO – INTESTINO CERVELLO: UNA COMUNICAZIONE DIRETTA E COSTANTE” )

Per gli occhi, per il nostro sistema visivo, vale esattamente la stessa cosa: ci sono forti collegamenti, alcuni già validati dalle scoperte neuro anatomiche , altri invece non ancora dimostrati (a causa di una difficoltà oggettiva nel dimostrare con metodo scientifico certe connessioni) ma non per questo meno meritevoli di considerazione data la forte ripetibilità  evidenziata dalla clinica di chi vi lavora.

funzione visiva e posturaNella tavola anatomica sono raffigurati i collegamenti dell’occhio con:

  • la corteccia,
  • la via extrapiramidale (Fascicolo Longitudinale Mediale),
  • alcuni nuclei della base,
  • i nuclei dei muscoli oculari (III, IV, VI nc),
  • il Tubercolo Quadrigemino Superiore (che non è che il collicolo superiore)
  • il nucleo vestibolare,
  • la formazione paramediana reticolare pontina FPRP.

Per renderlo più semplice (molto semplificato):

  • organizzazione del movimento (corteccia),
  • Volontà del movimento (corteccia e TQS)
  • prassia del movimento (nuclei della base, TQS, cervelletto (anche se non visibile nell’immagine)
  • interconnessione tra i diversi nuclei (FLM),
  • riflessi vestibolo-collicolari (funzione di sincronizzare i movimenti di testa e occhi per la fissazione dello sguardo) e vestibolo oculari (movimento sincrono tra occhi e vestibolo ossia spostamento degli occhi opposto a quello della testa permettendo di mantenere lo sguardo fisso su un oggetto anche con la testa in rotazione)
  • FPRP che coordina insieme al TQS ecc l’impulso da fornire ai nuclei del VI e del III nc per un movimento coniugato.

L’immagine omette il collegamento con l’XI nervo cranico (n. motore che innerva SCOM e TRAPEZIO) che riguardano l’oculocefalogiria di cui parleremo sotto.

Dalle connessioni esposte sopra si evince come ad oggi sia molto limitante valutare la vista solo per ciò che riguarda i gradi di visus (i famosi 10/10)

INTERFERENZE DI UNA CATTIVA POSTURA SULLA VISIONE

Abbiamo parlato di come un problema visivo possa influenzare la postura del corpo ma è vero anche il contrario.

I muscoli degli occhi e  del rachide cervicale ad esempio,sono  intimamente collegati e ogni volta che i globi oculari si muovono, le terminazioni anelliformi a spirale dei muscoli dell’occhio sono stimolati.

Esse danno l’ordine ai muscoli della nuca di contrarsi al fine di consentire alla testa di cambiare posizione per poter fissare l’oggetto di interesse o per poter guardare la direzione dove il resto del corpo sta per dirigersi .

A seguito di tale cambiamento posturale, i recettori articolati situati al livello del collo, informano il vestibolo, l’apparato equilibratore, che a sua volta invierà  degli impulsi in direzione dei nuclei vestibolari del bulbo rachidiano (o midollo allungato – vedi immagine )

funzione visiva e postura 2Infine, questi ultimi trasmetteranno dei messaggi  che permetteranno di regolare la tonicità dei muscoli erettori allo scopo di mantenere l’equilibrio nella posizione eretta.

Nella relazione tra postura e occhio lo scopo è quello di assicurare un funzionamento binoculare ottimale della percezione visiva.

Quindi in caso di impegni visivi specifici e/o mantenuti nel tempo, la postura che il corpo nel suo insieme assume, gioca un ruolo di supporto dell’ottica. Questo ruolo consiste nel mantenere il corpo in una posizione tale da stimolare in modo equivalente le due retine destra e sinistra.  (si pensi a chi lavora tante ore al computer e magari ha lo  schermo posizionato lateralmente e non davanti a se…)

La posizione ottimale è quella in cui l’informazione visiva giunge in eguale quantità ai due occhi, poiché  il corpo si trova al centro ed equilibrato tra le due parti dell’ impegno visuale (harmon, 1958).

Se questa condizione non può essere mantenuta e la persona si trova in una condizione di rotazione  o traslazione con il busto o con la testa da uno dei due lati, un occhio risulterà avere una posizione più favorevole rispetto all’ altro in quanto dispone di un più ampio campo visivo. Utilizzando sempre più lo stesso occhio sarà disturbata la visione binoculare. Un occhio sarà favorito ed il corpo tenderà  a rimanere in rotazione e/o traslazione.

Quindi un atteggiamento di postura scorretta mantenuto durante la giornata , il lavoro, la lettura, il tempo libero, sia che dipenda da un impedimento meccanico,strutturale o che dipenda semplicemente da un vizio acquisito, interferisce sull’utilizzo del sistema visivo e viceversa…

Da qui si rende molto utile una stretta collaborazione tra figure come osteopata, fisioterapista e, ortottista, oculista, optometrista.

ALCUNE NOZIONI A  COMPLETAMENTO DI  QUANTO DETTO FINO A QUI:

L’OCULOGIRIA: è la mobilità del globo oculare nel fenomeno della convergenza fisiologica per la visione binoculare.

funzione visiva e postura 3

L’oculogiria dipende da sei muscoli:

  • quattro retti
  • due obliqui

LA CEFALOGIRIA: è  la mobilità in rotazione del rachide cervicale data dalla  contrazione del muscolo SCOM (sternocleidomastoideo) e del muscolo TRAPEZIO.

Esiste una connessione anatomo-fisiologica fra i nuclei dei nervi dell’oculogiria (III, IV, E VI)  che innervano i muscoli estrinseci oculari ed i nuclei dell’accessorio spinale (XI) che innerva i due muscoli cervicali.

L’area corticale dell’oculocefalogiria è situata a livello della seconda circonvoluzione frontale (Area 6 di brodmann), il centro emisferico sx è destrogiro e la sua stimolazione determina la deviazione coniugata del capo e degli occhi verso la parete opposta (ossia a dx) mentre il centro emisferico dx è levogiro.

NB: Nei disturbi oculari si ha ipertono dello Scom e del trapezio superiore (XI n.c.) con alterazione della postura.

Viceversa una stimolazione eccessiva dello Scom e del muscolo Splenio determinano un’alterazione dell’accomodazione (ipo o ipertonia del muscolo ciliare) che  determina a sua volta un’alterazione della tensione dei muscoli posturali di collo e cranio (trapezio,deltoide,massetere) favorendo lo squilibrio posturale.

La Teoria di Forrest

Il dr. Forrest, nella sua ricerca di una nuova eziologia in grado di spiegare la comparsa dell’astigmatismo, ha proposto una teoria che mette in relazione i movimenti degli occhi con la testa in generale.

Ci sono prima i movimenti degli occhi con la testa ferma, poi il movimento della testa sincronizzato con quelli degli occhi e infine la postura della testa mantenuta dal soggetto.

Dopo numerosi studi, le sue conclusioni dimostrano che dopo 4 mesi di movimenti oculari ripetuti nella stessa direzione, compare l’astigmatismo.

Questo ultimo si sviluppa sullo stesso asse dei movimenti ripetuti.

Per esempio, quando la testa e’ mantenuta fissa e gli occhi fanno frequentemente dei movimenti orizzontali,( come quando si legge sullo schermo del computer) l’astigmatismo formato sarà a 180° mentre i movimenti costanti lungo la verticale implicano un astigmatismo di 90°.

Se la persona muove gli occhi lungo tutti gli assi, non vi sarà alcuna comparsa di astigmatismo.

Qualunque sistema se è irrigidito subisce lo stress deteriorando velocemente la sua efficienza (sia che si parli di un ginocchio, di un organo interno, del segmento rachideo cervicale, dorsale  o lombare o come in questo caso degli occhi)

L’abitudine a sottovalutare le strategie che l’organismo attua di fronte ad un problema visivo-cognitivo ci obbliga spesso a scoprire il problema solo dopo che si è instaurata una modifica della struttura (che spesso si traduce con una patologia già presente).

Spesso un soggetto affaticato viene considerato solo se evidenzia già un difetto di vista.

Se una postura scorretta viene mantenuta per periodi prolungati si hanno effetti sulla coordinazione binoculare, il rendimento accomodativo diventa diverso fra i due occhi,compaiono FORIE, si possono accentuare le ANISOMETROPIE, si degrada l’equilibrio del sistema visivo.

Quindi è importante rendere flessibile visione e comportamento per poter facilmente assorbire senza danni strutturali lo stress visivo – cognitivo.



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